Nordica ( Norge)
Su quelle sponde vorrei distesa giacere,
mirando il sole che nell’acqua s’immerge,
all’or che la notte dimezza,
e le profonde valli nel vasto mare sprofondare,
e il lento farsi scarlatto del freddo ciel che man man si colora,
udendo il brusio dismesso e sottile delle onde vaganti,
e il giocoso spumeggiar su’ dirupi scoscesi,
ove ,cristallini, ghiacciai cobaltici sorgono,
e vivaci cascate irrigan le convalli e dissetan i torrenti,
e la volta celeste appartiene all’acqua e l’acqua ad essa.
Oh,bionda terra di gelide notti e di aspri meriggi!
Se vi fossi v’amerei la pioggia,
venererei i venti e bramerei le tempeste
e il cader della neve silenzioso,
al temp’in cui il gel’ col bianco manto di ricoprìr
i robusti faggi e i maestosi abeti non attende,
allorché la luce abbandonò il dì,
e sopraggiunse la tenebra,
e la luna regnò solinga con le stelle.
E un solo istante viver vorrei
per veder l’albeggiar dei bagliori notturno
nell’alte terre e disgiunte
accender la notte con danze smeraldine,
e gli astri luminosi adornarne la via,sconfinata,
e udir l’odore dell’aria sprezzante e
e’l’ rumor del ghiaccio pungente,
e perdendosi nel sogno d’una notte divina,
scoprir l’eccezionalità
nel mistero d’ogni istante:
ciò è sublime.
mirando il sole che nell’acqua s’immerge,
all’or che la notte dimezza,
e le profonde valli nel vasto mare sprofondare,
e il lento farsi scarlatto del freddo ciel che man man si colora,
udendo il brusio dismesso e sottile delle onde vaganti,
e il giocoso spumeggiar su’ dirupi scoscesi,
ove ,cristallini, ghiacciai cobaltici sorgono,
e vivaci cascate irrigan le convalli e dissetan i torrenti,
e la volta celeste appartiene all’acqua e l’acqua ad essa.
Oh,bionda terra di gelide notti e di aspri meriggi!
Se vi fossi v’amerei la pioggia,
venererei i venti e bramerei le tempeste
e il cader della neve silenzioso,
al temp’in cui il gel’ col bianco manto di ricoprìr
i robusti faggi e i maestosi abeti non attende,
allorché la luce abbandonò il dì,
e sopraggiunse la tenebra,
e la luna regnò solinga con le stelle.
E un solo istante viver vorrei
per veder l’albeggiar dei bagliori notturno
nell’alte terre e disgiunte
accender la notte con danze smeraldine,
e gli astri luminosi adornarne la via,sconfinata,
e udir l’odore dell’aria sprezzante e
e’l’ rumor del ghiaccio pungente,
e perdendosi nel sogno d’una notte divina,
scoprir l’eccezionalità
nel mistero d’ogni istante:
ciò è sublime.
Esperide

1 commento:
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