"E' provando forti emozioni, di qualsiasi genere,sia positive sia negative, che ci si esprime al meglio perchè, essendo tali sensazioni trascinate al massimo grado, permettono anche a noi stessi di elevare molto in alto,come meglio si può, le nostre personalità ,esternandole per mezzo di ogni creatività. " Esperide

giovedì 26 aprile 2012


Il pettirosso 

Un chiostro nascosto, l’orizzonte fosco,
un ticchettio, un tintinnio,
è il triste picchiettio del pettirosso,
dopo che la diabolica notte ha fatto il suo corso.
Un altro rumore estraneo si ode leggero,
fruscio sommesso di foglie cadute nel vento,
stavolta un rumor contento.
I cacciatori avanzan la marcia nel bosco folto,
col fucile carico e ben preparato,
quante vite innocenti han già stroncato?
E’ questo dunque il triste destìn
Che con tante speranze ha ingannato la morte
E con il temporale la notte
il nido sicuro al pettirosso ha distrutto,
niente è rimasto,
e quello a vagar pe’ i boschi
e in cerca di cibo ha ora costretto,
ove il cacciator fa sue altre prede.
Stramazza la tortora, poi lo stornello,
e le marmotte dal ramo ribelle del cedro
osservano atterrite la strage,
mentre il pettirosso fugge indifeso,
e vede gli amati compagni cader come un peso.
E sbatte e ribatte le ali tra loro con forza,
ancora non sa che il cacciator
l’ha stretto in una fervida morsa.
Il piccolo cuore sembra scoppiare,
veloce le energie il corpo fragile abbandonare.
Attraverso i rami deserti echeggiano i passi,
gli uomini sono ormai prossimi,
il pettirosso bussa alla porta del faggio,
speranzoso cerca riparo nei pressi di un sasso.
Ma lo inganna il rosso colore,
lo folgora un rimbombante fragore.
Presto cadrà anche il pettirosso,
a niente servirà implorar la lunga canna.
Già rimbomba tra gli alberi il silenzio dopo lo schianto
E nel sacco delle vite indifese
finirà anche quella del fedel pettirosso.
                                                                                    Esperide 10 Gennaio 2011- 26 Aprile 2012

Nessun commento: